“Fai il tuo business online”: Google scende sotto la punta dell’iceberg della pubblicità digitale
20 miliardi di dollari. Questa la dimensione degli introiti supplementari che, secondo il Corriere Economia, nei soli Stati Uniti verrebbero generati da un più congruo sfruttamento della pubblicità via internet. Una cifra eloquente, che dà un’idea dei margini di miglioramento ancora esplorabili da chiunque voglia fare business attraverso il web, inserzionisti e non solo. Ancor oggi esiste, infatti, una sproporzione vertiginosa tra il tempo che gli utenti trascorrono nella Grande Rete e l’entità degli affari di carattere pubblicitario che vi fluiscono. Non che gli spazi offerti dal mezzo-internet alla reclamizzazione siano riempiti in misura insufficiente, intendiamoci: la criticità qui sta nel fatto che, via web, la gente riesce a schivare le pubblicità in modo più agevole che non su altri media. Occorre dunque interrogarsi su come migliorare lo sfruttamento qualitativo della reclam digitale, più che intensificare quello quantitativo.
Google, per esempio, sta convergendo verso la pubblicità locale, che considera la zona più calda della semi-inesplorata miniera d’oro digitale. E’ proprio finalizzata a questo la costante opera di potenziamento della piattaforma Google+, social network che va costruendosi come un anti-Facebook più efficace nel campo dell’e-commerce e dell’e-business. L’ambizioso progetto googliano è quello di mettere gli utenti direttamente in contatto con i negozi di quartiere o di paese: i consumatori entreranno nelle botteghe virtuali e pagheranno con il Google Wallet (una sorta di “portafoglio elettronico”), mentre i commercianti sfrutteranno le proprie pagine di Google+ per reclamizzare prodotti, comunicare offerte, dialogare con la clientela. Diversi sono gli elementi che andranno ad impreziosire il servizio, consentendo d’imbastire in modo agevole vuoi una campagna di marketing, vuoi un’iniziativa di fidelizzazione. L’obiettivo finale è quello di incrementare cospicuamente gli investimenti pubblicitari sul grande motore di ricerca, preso atto che ben il 20% delle ricerche sono finalizzate all’informazione locale.
Commenti all'articolo
Nessun commento per questo articolo